Monteforche

Alfonso Soranzo


Via Rovarolla 200

Zovon di Vò (PD)

Tel.3332376035

soranzo1968@gmail.com

 

Siamo all’interno del parco regionale dei Colli Euganei: è qui che si trova l’azienda agricola Monteforche di Alfonso Soranzo. Dall’abitato di Vò Euganeo la strada sale dolcemente verso la sommità del colle. Qui, all’interno di una vecchia corte, tipicamente veneta, si trova la piccola porzione di abitazione di famiglia, ora adibita in buona parte a cantina, che Alfonso custodisce con la preziosa e discreta presenza del padre. Adiacenti all’abitazione i terreni, a corpo unico, dove dimorano i vigneti. Alfonso è uno sperimentatore che ha fatto del rispetto della terra, della na- turalità e della semplicità dell’approccio - in vigna come in cantina - la sua filosofia. L’attenzione è quella di preservare la naturalità dei terreni, speri- mentare l’integrazione tra nuove conoscenze e tradizione, con una attenzione massima, in tutti i processi di coltivazione e di vinificazione, al rispetto della natura. 5 ettari e mezzo di vigneti di cui 2 ettari in affitto e 3,5 di proprietà. Per quanto riguarda i vitigni in prevalenza carménère, piantato in passato come fosse cabernet franc, in realtà si distingue per la caratteristica colora- zione rossiccia delle foglie. Oltre allo stesso cabernet franc e merlot. Ma Alfonso ha anche aderito ad un progetto sperimentale di Veneto Agri- coltura per il recupero di antichi vitigni autoctoni come la recantina, la turchetta e la corbinona.

I terreni di origine vulcanica, con stratificazioni di rocce sedimentarie marine, presentano una particolare complessità. Ed è qui che Alfonso conduce una coltivazione non invasiva delle vigne. Bassi dosaggi di rame e zolfo e letame compostato per arricchire il terreno. Al momento Alfonso sta recuperando anche un vigneto di garganega che sarà produttivo dal prossimo anno. L’im- pianto è stato costruito attraverso un innesto in campo, su porta innesto selvatico. Alfonso ci mostra le gemme innestate e alcune piante già sviluppate, senza nascondere la sua soddisfazione per questa nuova sperimentazione. “È un lavoro complicato, ma volevo riuscire a fare da me, senza ricorrere agli innesti dei vivai”, ci dice.

Su questo territorio una delle minacce ai vigneti sono i cinghiali. Si avvi- cinano alle viti quando l’uva è in via di maturazione, scavano lungo i filari grosse buche e sgranano gli acini dai grappoli, lasciando sulla pianta solo il raspo. Per Alfonso la “via naturale” alla viticoltura è una scelta radicale, senza ostentazione, ma decisa. Nessuna certificazione biologica delle uve, ma massima trasparenza nel processo di coltivazione. Nessuna indicazione di denominazione dei vini, anche se i suoi vigneti rientrano nell’area geografica della DOC Colli Euganei. Potatura manuale - sistema di allevamento a Guyot con doppio sperone - e vendemmia a mano. Alfonso conduce personalmente - e da solo - tutte le attività, sia in vigna, sia in cantina. In cantina, vasche in cemento e acciaio, fermentazione spontanea, limitato utilizzo di solforosa, macerazione sulle bucce per quasi tutti i suoi vini. Anche in vinificazione la scelta di Alfonso per la naturalità è radicale; i vini che ne ricava sono vini schietti e decisi. Tra i bianchi una citazione al Cassiara, da uve moscato e garganega, piace- vole equilibrio tra note aromatiche e sapidità. Una nota speciale al Vecchie Varietà, ottenuto dalle uve provenienti dagli antichi vitigni autoctoni; un esperimento che è anche una decisa interpretazione della tradizione. Una presa di posizione a favore di una natura che va salvaguardata e tutelata, al di là delle mode del momento, come patrimonio importante della nostra storia e della nostra tradizione, di ciò che la terra ci dona e che alla terra dobbiamo. Questo Alfonso lo sa fare molto bene e una passeggiata, guidati lungo i filari delle sue vigne, fa comprendere questo profondo senso di rispetto e gratitudine verso la terra, la propensione per le cose vere e schiette. Di Alfonso Soranzo sarà questo a catturarvi e questo troverete nei suoi vini.

 

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