Francesca Rizzi

Francesca Rizzi, Rodolfo Tonello


Ca’ Rizzi, via Vernaz 46

Refrontolo (TV)

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Una nonna armena che sfugge alle persecuzioni e trova rifugio a Parigi e poi a Venezia. Una nuova famiglia che si costituisce e per fuggire alla tragedia delle guerre si rifugia tra le colline alle pendici delle Prealpi, tra Conegliano e Valdobbiadene. Cà Rizzi si trova a Refrontolo, ultima casa di via Vernaz, su un cocuzzolo da cui si gode una vista mozzafiato. La sensazione è di essere fuori del mondo e allo stesso tempo al centro del mondo, tanta è la bellezza del luogo. Una vecchia casa deliziosa, rose antiche e fiori di ogni genere e giù le “rive” che scivolano, accogliendo vigneti.

Francesca racconta che nel 1997 quando lei e Rodolfo decidono di rivitaliz- zare il vigneto in stato di abbandono non sanno nulla. Si rivolgono a Gino dell’azienda Perlage, che sul biologico in queste zone è già un punto di rife- rimento. “Gino è voluto salire subito a vedere il vigneto e ci ha incoraggiato, lui ha creduto nel nostro progetto e a lui dobbiamo molto”. Ancora oggi Francesca e Rodolfo si appoggiano all’azienda Perlage per la vinificazione; hanno concentrato le loro energie sul vigneto e hanno deciso di non costruire in proprio una cantina. Credono sia possibile condividere spazi e attrezzature senza rinunciare ad esprimere qualcosa di proprio con il loro vino. Un ettaro e mezzo di vigneto circondato da bosco rigoglioso. Esclusivamente glera, il vitigno autoctono da cui si ricava il Prosecco. Vigneti con impianto a “corda molla”, che rispettano cioè il rilievo della riva, adat- tandosi. Il risultato è una vigna disordinata, interrotta nella sua continuità, che procede quasi a zig zag seguendo il profilo della collina. Tutt’intorno le colline appaiono ordinate, ricamate dai vigneti. “La bellezza non è nell’ordine creato dall’intervento antropico, per noi la bellezza è vita, e dove c’è vita c’è disordine, ricchezza di diversità”. Così ci spiega Francesca la sua opposizione al modello dominante in questo territorio e cioè l’intervento pesante sui rilievi collinosi per renderli più funzionali agli impianti viticoli. Una parte dei vigneti di Cà Rizzi è sottoposto a vincolo dalla forestale in quanto il profilo morfologico da queste parti è fragile e con orgoglio Francesca mostra il cartello che vieta l’attività venatoria programmata tra i suoi vigneti. Quella di Francesca Rizzi è un’attenzione all’ambiente in ogni processo; dal fare agricoltura sostenibile e nel rispetto delle specificità del territorio, nella vinificazione, fino al processo di commercializzazione. Il prosecco Lunatico viene imbottigliato in bottiglie in vetro dal peso contenuto per limitare il consumo di carburante durante il trasporto. “Per noi fare agricoltura - spiega - significa stabilire una sintonia con l’ambiente, stare in ascolto e imparare dalla terra, imparare, ogni anno qualcosa di nuovo”. Il Lunatico è un Prosecco Superiore extra dry, DOCG con dicitura Rive. La dicitura indica una sorta di cru, un terreno scosceso, difficile da coltivare. Le uve, di qualità superiore, devono essere raccolte esclusivamente a mano e provenire da un’unica zona di produzione. Se ne ottiene un vino giallo paglierino, dai sentori di frutta, mela in particolare ma anche pera e agrumi. La gradevolezza delle bollicine che ne esaltano la sapidità lo rende un vino piacevole e al tempo stesso elegante.

 

Ain't Got No, I Got Life - Nina Simone