Comune Urupia

Comune Libertaria


C.da Cistonaro 1

Francavilla Fontana (BR)

Tel.0831890855

comune.urupia@gmail.com

 

urupia.wordpress.com

 

Un’utopia reale, un luogo libero, una comune libertaria che da sempre è uno dei nomi di riferimento del vino critico. Urupia nasce a Francavilla Fontana nel 1995 in seguito alla frequentazione di un gruppo di ragazzi del Salento con alcuni militanti della sinistra radicale tedesca. Il principio organizzativo fondante è quello del consenso, ovvero l’unanimità alla base delle decisioni, quello politico-economico risiede nella collettivizzazione della proprietà, mentre alla base di rapporti e comportamenti c’è quello anarchico e libertario della responsabilità individuale. La vita delle “comunarde” - così hanno deciso di definirsi i componenti di Urupia - non prevede alcun tipo di subordinazione o di salario. Il giro di sostenitori si è ampliato negli anni, anche per una sempre più diffusa necessità di uscire dal ruolo di consumatori passivi e divenire co-protagonisti al fianco dei produttori. A Urupia non interessa solo produrre alimenti di buona qualità, ma diffondere l’idea e la pratica del loro progetto politico. Quindi qui vige l’autocertificazione, rafforzata dalla totale apertura e trasparenza del progetto e delle sue attività agricole. I vini portano in dote

tutta la tipicità salentina: prodotti di estrema fruibilità e duttilità, tutti invogliano al bicchiere successivo: dal Poppitu, un sorprendente rosato da negroamaro e primitivo che si fa ricordare per la freschezza a bilanciare una struttura non esilissima, fino al Momo, un primitivo dal piglio deciso, quasi primordiale in alcune modalità, passando per lo Stria e il Solare, che traggono

il loro fascino dal corredo aromatico della malvasia nera, in purezza nel primo e in uvaggio con il Negroamaro nel secondo. Possibile soggiorno con partecipazione alle attività.

 

un'altra storia...

 

“La rivoluzione non è nelle fabbriche e negli stabilimenti - quanto meno non può partire da lì, ove son schiavi - la rivoluzione, le sue possibilità sono nei campi (nel mare, nelle campagne, nei corsi d’acqua, nei laghi, nelle colline, nei monti ove lavora l’individuo e pochi suoi intimi e non la massa). Una rivoluzione che cancellerà - contro ogni previsione - le multinazionali, la “grossa” distribuzione e gran parte dei rumori e delle asfissie”.

Cosi Luigi Veronelli, a proposito dei gruppi organizzati che partono dalla terra, cita Urupia nelle sue conversazioni con Pablo Echaurren, pubblicate nel 2003. E dal 1995 Urupia è una straordinaria realtà, autenticamente libertaria, che ha visto dei giovani, italiani e tedeschi, scegliere di vivere del proprio lavoro, senza padroni, nell’idea di libertà e autodeterminazione.

Un laboratorio di alternative concrete al modello sociale dominante, basato sui principi della proprietà collettiva dei beni e dell’unanimità delle decisioni. Chi sceglie di vivere a Urupia si definisce “comunarda”, al femminile, a testi- moniare la tensione al superamento di modelli, anche linguistici, dominanti. A Urupia si racconta che all’inizio c’erano le comunarde - entusiaste e bevitrici - e le vigne in stato di abbandono. L’aggiunta di voglia e spensieratezza hanno spinto alla rinascita delle vigne e alla produzione dei primi vini a Urupia.

Nessuna competenza specifica, nessun diploma di enologia.

I vini a Urupia hanno nomi evocativi. Heinz, il più anziano tra le comunarde: a lui che non c’è più è dedicato questo bianco da uve Chardonnay. Momo, la protagonista di un celebre libro di Michael Ende ma anche più semplicemente la cagnetta di Urupia, è un Primitivo in Purezza. Il Breccia, da uve monte- pulciano e negroamaro provenienti dai vigneti piantati negli ultimi anni a Urupia, rievoca gli interventi necessari per farsi strada tra la roccia presente nel suolo, ma anche la necessità di rompere con un sistema sociale chiuso e iniquo. A questi si aggiungono i vini dai nomi salentini: il Poppitu, rosato da uve negramaro, la Stria, da uve malvasia e il Lauru, negroamaro in purezza. I vini a Urupia non hanno nessuna certificazione ma la lavorazione è atten- ta alla naturalità e rispettosa dell’ambiente. Trattamenti con rame e zolfo, utilizzo del sovescio per fertilizzare i terreni, vendemmia manuale, nessun lievito commerciale nella vinificazione e contenimento al minimo dell’uti- lizzo di solforosa.

La produzione agricola si è affinata con il tempo. Ulivi secolari da cui si produce un eccellente olio, gli orti, i prodotti da forno.

E soprattutto alcune radicali scelte di coltivazione biologica e di conduzione ecologica delle coltivazioni e della vita quotidiana. La comune Urupia è stata la prima realtà in Italia a sperimentare e attuare un sistema di fitodepura- zione verticale di acque reflue per utilizzare le acque depurate a scopo di irrigazione. Ora l’impianto, ormai ventennale, richiede di essere rinnovato e Urupia ha lanciato una campagna di sottoscrizione per raccogliere la cifra necessaria al rinnovo di questo impianto che, secondo le comunarde, rappresenta un simbolo dell’autogestione. L’acqua che la terra dona viene utilizzata per le esigenze igieniche e, una volta depurata, restituita alla terra attraverso l’irrigazione.

Nella commercializzazione dei prodotti le comunarde perseguono il rapporto diretto con i consumatori; la visita in loco è pertanto il miglior modo per acquistare i prodotti di Urupia, che sono tuttavia reperibili anche in alcuni punti di distribuzione collegati al circuito dei Gas e dell’autogestione.

Non è facile in così poche righe raccontare un’esperienza complessa come Urupia. Una realtà e, allo stesso tempo, una tensione ideale, una prospettiva, un sogno: i sogni si perseguono con ostinazione, la realtà si affronta con paziente dedizione.

 

e un'altra ancora...

 

Il progetto Urupia nasce all’inizio degli anni novanta dall’incontro tra un gruppo di salentini/e — all’epoca quasi tutte redattrici della rivista antimilitarista anarchica Senza Patria — e alcune persone di origine tedesca, ‘militanti’ della sinistra radicale in Germania.

Tre anni di ‘seminari’, scambi epistolari e incontri accompagnano un percorso di conoscenza reciproca, di chiarificazione degli obiettivi e dei contenuti del progetto, di definizione dei metodi organizzativi, delle prospettive economiche, delle possibilità di intervento politico, ecc. Durante questo periodo, decine di iniziative (incontri pubblici, programmi radio, cene sociali, concerti) assicurano la presenza e la solidarietà di un ampio circuito di sostegno non solo politico, ma anche materiale ed economico allo sviluppo della comune; allo stesso tempo, individuata l’area geografica all’interno della quale sviluppare il progetto (il territorio del Salento), vengono portate avanti le ricerche del luogo fisico in cui concretamente costruirlo.

 

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