Colombera & Garella

Carlo & Giacomo Colombera, Cristiano Garella


Cascina Cottignano

Masserano (BI)

Tel.3341525151

colomberavino@gmail.com

 

È un grande piacere sapere che nascono nuove aziende vitivinicole con giovani volenterosi e preparati. Se questo poi accade in zone storicamente vocate, seppur lontane dalle luci della ribalta negli ultimi decenni, è ancor più incoraggiante. Sulle colline biellesi, nel comprensorio dell’Alto Piemonte del Bramaterra, vino tanto pregiato, quanto raro e poco conosciuto, si trova la Cascina Cottignano di Carlo e Giacomo Colombera. Papà Carlo, originario di Lessona Castello, è l’ex fattore in un’azienda di riso (Baraggia) e fu poi trattorista di un vignaiolo simbolo ed emblematico della zona come Anto- niolo. Convertitosi per passione alla viticoltura a partire dal 1992, iniziò con il ristrutturare un vecchio rudere e i due ettari di vigneto, che circondano la cascina a Masserano, a cui si sono poi aggiunti altri 5 ettari a Roasio, acqui- stati dallo storico viticoltore Emilio Morino Perazzo. Nel 1992 nasce il figlio Giacomo, che da subito respira aria di campagna e vigna. Nel 2000 escono dalla cantina le prime bottiglie e Carlo comincia a dedicarsi a tempo pieno alla produzione di vino. Nel 2010 il figlio Giacomo, dopo la laurea in enolo- gia ad Alba, dà vita all’attuale azienda assieme all’amico enologo Cristiano Garella, già uomo di cantina presso le rinomate Tenute Sella, dove lo stesso Giacomo fece le prime esperienze in vendemmia: nasce così Colombera & Garella. Nell’autunno del 2013 si imbottigliano i primi due vini con la nuova etichetta. Ora i vini sono quattro: i due giovani, sempre coadiuvati da papà

Carlo, perseguono la loro idea di vino e i lusinghieri risultati lentamente ottenuti danno ragione ai loro sforzi: prodotti rigorosi, aderenti al territo- rio ed emblematicamente rispettosi della tradizione. La piccola cantina di vinificazione e affinamento, adiacente casa, è composta da vecchie botti di cemento, usate per il Bramaterra e il Lessona, e vasche di acciaio usate per gli altri vini. Qua e là, sparse secondo un ordine ben preciso, vecchie barriques usate per affinamento dei vini più importanti.

Le viti non conoscono trattamenti sistemici, né concimi chimici; mentre per quanto riguarda la fase di vinificazione, sono esclusi i lieviti selezionati. Valorizzando i vitigni autoctoni, tra cui in particolare il nebbiolo, la vespolina e la croatina, i vini della cantina Colombera & Garella esprimono una tipicità sorprendente, che si unisce a una finezza ed un’eleganza altrettanto preziose, per cui al calice viene comunicata una complessità gusto-olfattiva decisamente convincente. I vini prodotti provengono da zone e terreni diversi fra loro. Attorno a Cascina Cottignano ci sono 2 ettari con piante vecchie di oltre 60 anni su terreni argillosi in superficie e porfido più quarzo in profondità. In mezzo ai boschi ci sono i 5 ettari di Roasio, dove le vigne hanno oltre 30 anni e poggiano su terreni sabbiosi giallognoli acidissimi, suolo vulcanico, con base porfido. Infine un ettaro a Lessona, dove i terreni argilloso-sabbiosi, sempre su base porfirica, sono ferrosi e acidi, donando sensazioni uniche ai vini di quella denominazione.

Lasciatevi ammaliare dal suadente e affatto ruffiano Rosato; piuttosto che l’intrigante Rosso Coste della Sesia, che mantiene un invidiabile rapporto qualità-prezzo. Se poi si vuol dibattere se sia più buono il fine e nobile Bramaterra, oppure l’autorevole e vibrante Lessona, sarà una disquisizione sull’eccellenza. Conoscendo gli artefici di questi vini si riscontra come Carlo trasmetta generosità e fiducia ai due giovani che vogliono restituire rilevanza al territorio. Ha esperienza, piedi per terra e una bella vena di idealismo, che lo spinge alla convinzione che il vino del territorio debba essere accessibile anche alle persone non autoctone.

I due ragazzi sanno però che la riconoscibilità del lavoro naturale in vigna e in cantina ha bisogno di un po’ di ribalta nel circuito mediatico. Allora il vulcanico Cristiano ha spinto Giacomo a sperimentare in questi anni una microproduzione di eccellenza da vigne recuperate da anziani del paese. Bella storia!

 

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