Gipi dei Malvisi

Seguendo le orme del Bisnonno, intreccia fil di ferro (puro o misto ad essenze legnose come salice o sanguinella). Ne derivano oggetti che raccontano una lunga storia di quotidianità di generazioni intere, che si colloca tra la fine del '600 ed i nostri giorni. Dall'intuizione di poter salvare i cocci rotti cucendoli, nacque la possibilità di risposta alle mille quotidiane esigenze: bugie porta candele (anche con meccanismo di risalita), appendini, cestini per il pane e per la frutta, porta uova,piattirammendati e decorati,porta-vasi pensili, manichini vestiti con fogge agéeso minimali, voliere,appliquese lampadari (verniciaticon cera d’api edolii). 

Per il mondo del vino costruisce porta-bottiglie, porta-bicchieri(quelli classici dapetanque, le bocce da strada),fiaschi protettie filtri da mosto. 

Appassionato di cultura locale, ne ha trascritto fedelmente l’idioma in un vocabolario, salvandodall’oblio proverbi e modi di dire in vernacolo. Edifica muri in pietra a secco, erige tramezzi intrecciati di rami, posa tetti in lastre di arenaria ed insegna danzepopolari (emiliane, francesi ed occitane).

 

Gipi dei Malvisi

Villa Malvisi, 17

San Michele Val Tolla di Morfasso (PC)

cell. 3335347433

 

gipi.malvisi@gmail.com