Pronti alla disobbedienza

I Vignaioli Indipendenti, in data 10 agosto, hanno allora scritto ad AGEA chiedendo di rinunciare alla richiesta, ma non hanno ricevuto risposta. “Abbiamo scritto qualche settimana fa ad AGEA – dichiara Matilde Poggi, presidente FIVI – cercando di avere delucidazioni. A nome dei 1100 Vignaioli Indipendenti Italiani che aderiscono alla nostra associazione chiediamo che l’obbligo di comunicare le giacenze anche in formato cartaceo venga eliminato e che AGEA ottenga il dato direttamente dal database del SIAN”.

Le aziende aderenti alla FIVI sono aziende familiari, di medie e piccole dimensioni, spesso con limitate risorse economiche o di personale. Con grande sforzo si sono adeguate alla telematizzazione dei registri in cantina nella speranza di procedere verso la semplificazione burocratica promessa.

“Se non riceveremo una risposta che soddisfi le nostre richieste – prosegue Poggi – siamo pronti alla disobbedienza civile, rifiutandoci di fornire in formato cartaceo dati già in possesso della Pubblica Amministrazione”.

 

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